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Cosa portare in Norvegia

REF: APPUNTI-DI-VIAGGIO/COSA-PORTARE-IN-NORVEGIA • 21/05/2026
Cosa portare in Norvegia
La Norvegia a luglio: proteggersi dal freddo estivo del nord Europa

Solitamente l’estate la passo al caldo. Non è una tradizione, è più un’abitudine. Questa volta però, stanco dell’afa, ho deciso di fare un tentativo e dare un’occasione al freddo del nord Europa.

Esperienza unica!

Sono partito la prima settimana di luglio, ho preso un volo per Oslo e un ritorno da Bergen, 10 giorni dopo. In mezzo, un’auto, rigorosamente elettrica in Norvegia, e una pianificazione di massima della strada da fare. Il clima in Norvegia in luglio è stata una novità per me: di giorno si arriva comodamente a 15 gradi. Di notte ho visto il termometro scendere a 3 gradi.

Quindi è necessario attrezzarsi un minimo. Si passa dal fresco al freddo. E poi i fiordi, dove si scala fino a 7-800mt e si trova la neve in cima. Il mare del nord, freddo. Le città, pulite ed educate. Ecco qua quindi alcune cosse che mi sono portato e alcune che avrei voluto avere ma ho lasciato a casa.

Poncho

Prima cosa sacra, un poncho per la pioggia. Se Londra è famosa per “dover uscire con l’ombrello”, beh la Norvegia è il suo maestro. Io avevo il Poncho l’AGPTEK, ormai fedele compagno di viaggio fondalmentale in più di un’occasione.

Per quanto non sia bellissimo da vedere, questo ve lo concedo, è d’altro canto una delle cose più utili che ho nello zaino. Zaino che tra l’altro viene protetto. Comodo quando si cammina si mette e si toglie in un secondo. E occupa veramente poco posto.
E ovviamente diventa un comodo telo per riposare.
Lo torvi qui

Scarpe da trekking

Sulle scarpe da trekking servirebbe un post a parte. Che farò. Vi dico solo che una volta ho voluto andare sul risparmio e mi sono fatto 20 giorni coi piedi bagnati in Africa equatoriale. No bueno.
Quindi mi sono poi premunito di scarpe migliori. Antipioggia in primis, e poi chiaramente comode e con una buona suola. Sono finito sulle Salomon x ultra. Con laccio stile scarponi da snowboard poi, non si slacciano più.
In Norvegia beh, una manna dal cielo. Hanno tenuto il clima nordinco, le camminate in boschi umidi, torbe, sotto la pioggia nell’entroterra e sotto il sole della costa.
Le scarpe sono come le gomme delle macchine: fanno la differnza tra fare la curva e andare nel fosso.
Fondamentali.

Le trovi qui

Maglia tecnica

Anche se è luglio, non fatevi ingannare dal calendario. In Norvegia il clima cambia centoventisette volte in 50 metri. Caldo, freddo, pioggia, sole, vento.
Quindi la cosa migliore è ovviamente vestirsi a strati. Essendo luglio non ne servono tanti, ma la classica vecchia tecnica della Cipolla è approvatissima.
Immancabile nello zaino una maglia tecnica, tiene il caldo del corpo e fa traspirare in caso di caldo. Io poi sono previdente a abbastnza propenso al sudore, quindi ne ho sempre una addosso e una nello zaino.

La trovi qui

Giubbotto antivento

In Norvegia il vento non è un dettaglio: è parte del paesaggio. Può arrivare mentre camminate vicino al mare, lungo un fiordo o appena vi fermate cinque minuti per fare una foto. E quando arriva, anche una temperatura non troppo bassa cambia faccia.

Il giubbotto antivento è stato fondamentale. Leggero, poco ingombrante e facile da mettere sopra la maglia tecnica o a uno strato più caldo. Non deve per forza essere un piumino da spedizione artica: deve soprattutto bloccare l’aria e lasciarvi muovere senza trasformare lo zaino in un armadio.

Lo trovi qui

Vescia per acqua

Qui entriamo nel classico gear del trekking. Che sia borraccia o vescica o bottiglietta, l’importante è ovviamente avere scorta d’acqua.
Io all’inizio mi portavo sempre borraccia più bottiglia di scorta, sulla base di quanta strada dovevo percorrere e di quanta acqua avrei incontrato lungo il percorso. E mi portavo dietro sempre LifeStraw per non bere acqua impura.
Ma poi succedeva sempre che avevo un sacco di spazio occupato, i pesi nello zaino messi male, e finivo sempre per bere più del dovuto.
Eco qui che ho inserito nel mio setup la vescica per acqua. Ormai immancabile compagna di trekking. Distribuisce ottimamanete il peso nello zaino. E poi, mia impressione, fa ottimizzare il consumo: succhiando piccoli sorsi dalla canula, riesco a dissetarmi benvedo di meno.

In generale è una di quelle piccole comodità che fanno la differenza.

La trovate qui

Kit pronto soccorso

Questo ce l’ho sempre dietro. Non perché mi aspetti di affrontare una spedizione himalayana, ma perché basta una vescica al piede, un taglio o una storta leggera per trasformare una bella giornata in una rottura di scatole.

Io ho scelto un kit pensato per la moto: in primis mi serviva per un viaggio in moto in Francia (è obbligatorio averlo dietro). In generale, è compatto, ordinato e trova posto facilmente nello zaino.
Va benissimo anche in viaggio, in macchina e nelle escursioni. L’augurio è sempre di non aprirlo mai; averlo con sé, invece, è una di quelle abitudini che vale la pena prendere.

Lo trovate qui

Power bank

Qui non credo ci sia bisogno di troppe presentazioni.
Ormai al giorno d’oggi avere energia di riserva per qualsivoglia strumento è essenziale. Tra mappe, foto, prenotazioni, parcheggi, ricerca del sentiero giusto, tra telefono, action cam, smartwatch, torce etc.

Durante le giornate in macchina o fuori per un’escursione, avere una batteria di riserva evita di dover scegliere tra documentare un posto stupendo e tenere abbastanza carica per tornare all’alloggio. Ecco: su questo non mi sono mai posto il problema del peso, perché quando serve, serve davvero.
Io qui lascio il mio 20.000 mAh

Lo trovi qui

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